Pare sia giunto il momento di reimpostare la mia vita.
Non che ciò mi sconvolga più di tanto, ho subito più stravolgimenti negli ultimi tempi di quanti ne abbia subiti nei precedenti trent'anni che esisto in questo 'verse.
Per ordine:
denaro.
Per una volta ho azzeccato una sostanziosa scommessa. I soldi non mi durano mai granché, specie se liquidi. So già come investirli in relativa sicurezza. Non mi è mai importato del denaro, al di fuori di una scommessa, ovviamente. Vinto o perso che sia, finito il gioco, non ha veramente più nessun'attrattiva per me.
Ho messo da parte quanto mi basta per condurre un'esistenza dignitosa. Posso permettermi di perdere ancora molto, in sostanza. E con un regalo a lei, penso che sarà speso nel migliore dei modi.
Amore.
Indubbiamente il mio argomento preferito.
Amelie ha cantato per me, al Roadhouse. Una dichiarazione d'amore pubblica ed esplicita, che ha sfidato le opinioni di tutti i presenti e forse anche oltre. L'unica cosa che supera in intensità l'orgoglio di cui mi ha riempito con i suoi atti è il mio sentimento per lei. Io non credevo potesse esistere qualcosa di così totalizzante, forse si può vivere davvero di solo amore.
Ricordo ogni singola nota di quella canzone, come delle altre che ha eseguito per me. Così come ricordo le parole che ha detto, nel dedicarmela.
Credo che la sua presenza nella mia vita sia la confutazione di ogni teoria che vede una sorta di equilibrio karmico nel 'verse.
"Lei è un uomo fortunato, mister Dietrich." ricordo anche queste parole. E ricordo anche che non ho pouto che rispondere un semplice "Sì."
cielo.
Tralasciando la dicotomia gioco/amore in merito alla fortuna, alla quale so benissimo di non credere, direi che la mia vincita, in denaro, si arrivata giusto in tempo per vedermi perdere la nave.
Ho scritto la mia lettera di dimissioni e l'ho presentata a Lydia. E' stata una scelta difficile. Ho lasciato molti equipaggi e molte navi. Ma i Phantom e la Banshee mi hanno segnato più di quanto avrei creduto. Sono solito scrollarmi dalle spalle pezzi di passato con una semplice scossa. Eppure stavolta ne ho sofferto non poco.
Ma quello non è più il mio posto. L'agenzia è troppo legata alla Shouye ed al Core, che continua a rigettarmi. Ci hanno messo un istante a sostituire Amelie. Li capisco, non avrei fatto diversamente al posto loro. Ma non riesco ad accettarlo, né a lavorare serenamente per persone che hanno voltato le spalle ad Amelie e si permettono di guardare a lei con disprezzo. Un nuovo accompagnatore a bordo con cui lavorare a stretto contatto è stata l'ultima spinta che mi ha allontanato.
Voglio comunque prendere parte al destino di Baylong, spero vogliano permettermelo comunque. Ho avvisato l'equipaggio, dopo aver scritto la mia rinuncia ufficiale a Lydia. Ricordo Quinn ferita, nella polvere di Oak Town. Non dimentico.
Mi mancherà la plancia della Banshee, oltretutto. Una signora nave. Di un carisma che ho riscontrato in pochissime altre navi.
Amelie è su Hall Point, Zoya se n'è andata.
Non sono il tipo da legarsi molto. Spero gli altri capiscano.
Non lascerò il cielo, però. Morireri, senza la possibilità di viaggiare.
E sto iniziando a maturare l'idea di mettere in volo una nave. Una nave che raccolga persone che desiderano solo viaggiare per il gusto o la necessità di farlo.
Una nave abitata da miei simili. Qualcosa che fino ad ora ho sempre rifuggito.
Solo una fantasia. Per ora.
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giugno 20, 2012
maggio 27, 2012
Guerra
Era un po' che non mi capitava di trovarmi così vicino alla fine.
Dall'ultima volta che sono stato abbattuto, probabilmente. "Lucky Jan".
Ho passato più tempo in volo che a terra, e per poco non vado a morire sul suolo di Greenfield. Ho sempre pensato che sarei morto su una nave e che sarei stato io a decidere, più o meno, quando.
Ma questo non è importante.
Hanno sparato a Quinn, sparato per uccidere. Alle spalle, senza pietà.
Un atto di guerra? Non credo. L'assassinio non è guerra.
Una rappresaglia per la presunta inefficienza di un'agenzia non è uno scontro di volontà opposte, tese nel tentativo di rendere il 'Verse un posto migliore.
In due parole: non è un'atrocità pubblica. E' un'atrocità del tutto privata.
Concettualmente peggiore.
Non ho mai capito la guerra, entrambi gli schieramenti portavano avanti ideali convincenti. Me ne sono chiamato fuori, dopo aver tentato di anteporre degli ideali alle mie emozioni private.
Ho chiuso una porta che non avrei mai pensato di riaprire. Dopo il 5 novembre, a Sadrany, la guerra è finita per me. Dopo Serenity Valley, la guerra è finita per tutti.
Quando ho visto Zoya in divisa indipendentista mi è sembrato di tornare indietro.
"Nessuno di voi è un soldato."
Quanta verità, in queste parole.
C'è la Flotta, per fare i soldati. E qualche sacca di romantici Browncoats che non si sono rassegnati ad aver perso. Un àncora al passato, all'immobilità che estingue.
Il corpo di una giovane ragazza a terra, i capelli biondi sparsi, il sangue impastato alla polvere di Oak Town.
Non è questo il 'Verse al quale voglio riaprire una porta. E' il 'Verse che voglio chiudere fuori, da cui voglio scappare.
Eravamo in tre. Perché Quinn? Baylong sa di me? Sa di Amelie?
Adesso, sicuramente sospetta. Due sicari su due sono morti. C'era un terzo, nell'ombra?
Non riesco neanche a scrivere qualcosa, rigetto il pensiero.
Intanto ringrazio Olson e i suoi schiavi. Ci hanno salvato la vita.
Akurl è stato fantastico e Quinn ha una forza vitale impressionante.
Il colpo di un jackhammer, così, uccide. Io l'ho vista sorridere, dopo l'intervento.
Spero si riprenda presto. Sono sicuro che si riprenderà presto.
Come spero di aver parte nel fato degli assassini di Baylong. Come so che avrò una parte nella loro rovina.
Ma questa, non è la guerra.
Sono tornato a pensare allo spazio inesplorato. Un giorno prenderò una nave e punterò in linea retta l'Anello Esterno. Senza la pretesa di invertire la direzione.
In ogni caso, questo è domani.
Oggi non c'è guerra. Non c'è vendetta. Non c'è giustizia.
Oggi si lotta per sopravvivere.
E' una mera questione di sopravvivenza.
Non esistono contratti sociali, ci si riappropria del diritto a tutto.
"Quasi tutti i comportamenti dell'uomo e le sue attività, in atto, non sono diversi da quelli degli animali. Le conquiste tecnologiche e la nostra abilità artigiana non ci portano oltre il livello di superscimpanzé."
Non ricordo dove ho sentito questa frase, ma fa comodo:
Largo alla bestia.
Dall'ultima volta che sono stato abbattuto, probabilmente. "Lucky Jan".
Ho passato più tempo in volo che a terra, e per poco non vado a morire sul suolo di Greenfield. Ho sempre pensato che sarei morto su una nave e che sarei stato io a decidere, più o meno, quando.
Ma questo non è importante.
Hanno sparato a Quinn, sparato per uccidere. Alle spalle, senza pietà.
Un atto di guerra? Non credo. L'assassinio non è guerra.
Una rappresaglia per la presunta inefficienza di un'agenzia non è uno scontro di volontà opposte, tese nel tentativo di rendere il 'Verse un posto migliore.
In due parole: non è un'atrocità pubblica. E' un'atrocità del tutto privata.
Concettualmente peggiore.
Non ho mai capito la guerra, entrambi gli schieramenti portavano avanti ideali convincenti. Me ne sono chiamato fuori, dopo aver tentato di anteporre degli ideali alle mie emozioni private.
Ho chiuso una porta che non avrei mai pensato di riaprire. Dopo il 5 novembre, a Sadrany, la guerra è finita per me. Dopo Serenity Valley, la guerra è finita per tutti.
Quando ho visto Zoya in divisa indipendentista mi è sembrato di tornare indietro.
"Nessuno di voi è un soldato."
Quanta verità, in queste parole.
C'è la Flotta, per fare i soldati. E qualche sacca di romantici Browncoats che non si sono rassegnati ad aver perso. Un àncora al passato, all'immobilità che estingue.
Il corpo di una giovane ragazza a terra, i capelli biondi sparsi, il sangue impastato alla polvere di Oak Town.
Non è questo il 'Verse al quale voglio riaprire una porta. E' il 'Verse che voglio chiudere fuori, da cui voglio scappare.
Eravamo in tre. Perché Quinn? Baylong sa di me? Sa di Amelie?
Adesso, sicuramente sospetta. Due sicari su due sono morti. C'era un terzo, nell'ombra?
Non riesco neanche a scrivere qualcosa, rigetto il pensiero.
Intanto ringrazio Olson e i suoi schiavi. Ci hanno salvato la vita.
Akurl è stato fantastico e Quinn ha una forza vitale impressionante.
Il colpo di un jackhammer, così, uccide. Io l'ho vista sorridere, dopo l'intervento.
Spero si riprenda presto. Sono sicuro che si riprenderà presto.
Come spero di aver parte nel fato degli assassini di Baylong. Come so che avrò una parte nella loro rovina.
Ma questa, non è la guerra.
Sono tornato a pensare allo spazio inesplorato. Un giorno prenderò una nave e punterò in linea retta l'Anello Esterno. Senza la pretesa di invertire la direzione.
In ogni caso, questo è domani.
Oggi non c'è guerra. Non c'è vendetta. Non c'è giustizia.
Oggi si lotta per sopravvivere.
E' una mera questione di sopravvivenza.
Non esistono contratti sociali, ci si riappropria del diritto a tutto.
"Quasi tutti i comportamenti dell'uomo e le sue attività, in atto, non sono diversi da quelli degli animali. Le conquiste tecnologiche e la nostra abilità artigiana non ci portano oltre il livello di superscimpanzé."
Non ricordo dove ho sentito questa frase, ma fa comodo:
Largo alla bestia.
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