giugno 05, 2012

Futuro.

Ho titolato così. E non mi pesa neanche un po'.

Ho ricevuto la più grande dimostrazione d'amore che si possa ricevere nel 'verse.
Ho una certezza con me, bellissima e vivente.
Uscirò dalla mia invisibilità se necessario.
Non mi spaventa parlare di futuro, con la consapevolezza di farlo.

Vedo gli sguardi nei suoi confronti, vedo come sono cambiati.
Ho letto il disprezzo sostituirsi all'ammirazione negli occhi di qualcuno.
Amelie non è forse più Amelie fuori dalla Shouye?
Forse, si pensi ciò che si vuole.
Lasciamoli dire.
Nessuno mi farà chinare il capo e abbassare lo sguardo.
Né a lei.

Misere, le vite di costoro che non sanno riconoscere che c'è qualcosa di migliore nel 'verse, di un serie di valori più antichi delle persone e dunque di infimo valore. Credo nella vita, nella singola vita che consiste nel presente e fluisce in un futuro senza che esso abbia esistenza diversa dal primo.

La Libertà si declina in tanti modi, per afferrarla si deve rinunciare a cose ed accettarne altre.
Rinunciare ad una serie di libertà diverse e contraddittorie, anche.
Che il prezzo della rinuncia, in favore di una maiuscola, sia alto o basso, non cambia il fatto che vada pagato.
Salderemo ogni conto che ci verrà presentato.

C'è una cabina per gli ospiti nel 'verse. La abiteremo.
Abiteremo il 'verse, anche se non ci avrà.

Non sopra, né sotto. Soltanto oltre. Al di là di questo, al di là della logica comune.

Se abbiamo ancora amici - e li abbiamo - accetteremo il loro aiuto senza domandare nulla.
La Fortuna ama essere sfidata se lo si fa con consapevolezza.
Noi siamo consapevoli.

Se sarà difficile, mi domando allora: che cos'è facile?
E la facilità, a volerla polarizzare in termini di positivo o negativo, ha una connotazione così scontata?

Mi prendo la libertà di giudicare tutto il 'verse, individuo per individuo. E' una libertà che mi appartiene.
Dall'alto di nessun piedistallo, solo dalla posizione privilegiata di chi, da sempre, osserva.
E' l'occhio dello straniero.