giugno 20, 2012

Al denaro, all'Amore e al cielo.

Pare sia giunto il momento di reimpostare la mia vita.
Non che ciò mi sconvolga più di tanto, ho subito più stravolgimenti negli ultimi tempi di quanti ne abbia subiti nei precedenti trent'anni che esisto in questo 'verse.

Per ordine:

denaro.
Per una volta ho azzeccato una sostanziosa scommessa. I soldi non mi durano mai granché, specie se liquidi. So già come investirli in relativa sicurezza. Non mi è mai importato del denaro, al di fuori di una scommessa, ovviamente. Vinto o perso che sia, finito il gioco, non ha veramente più nessun'attrattiva per me.
Ho messo da parte quanto mi basta per condurre un'esistenza dignitosa. Posso permettermi di perdere ancora molto, in sostanza. E con un regalo a lei, penso che sarà speso nel migliore dei modi.

Amore.
Indubbiamente il mio argomento preferito.
Amelie ha cantato per me, al Roadhouse. Una dichiarazione d'amore pubblica ed esplicita, che ha sfidato le opinioni di tutti i presenti e forse anche oltre. L'unica cosa che supera in intensità l'orgoglio di cui mi ha riempito con i suoi atti è il mio sentimento per lei. Io non credevo potesse esistere qualcosa di così totalizzante, forse si può vivere davvero di solo amore.
Ricordo ogni singola nota di quella canzone, come delle altre che ha eseguito per me. Così come ricordo le parole che ha detto, nel dedicarmela.
Credo che la sua presenza nella mia vita sia la confutazione di ogni teoria che vede una sorta di equilibrio karmico nel 'verse.
"Lei è un uomo fortunato, mister Dietrich." ricordo anche queste parole. E ricordo anche che non ho pouto che rispondere un semplice "."

cielo.
Tralasciando la dicotomia gioco/amore in merito alla fortuna, alla quale so benissimo di non credere, direi che la mia vincita, in denaro, si arrivata giusto in tempo per vedermi perdere la nave.
Ho scritto la mia lettera di dimissioni e l'ho presentata a Lydia. E' stata una scelta difficile. Ho lasciato molti equipaggi e molte navi. Ma i Phantom e la Banshee mi hanno segnato più di quanto avrei creduto. Sono solito scrollarmi dalle spalle pezzi di passato con una semplice scossa. Eppure stavolta ne ho sofferto non poco.
Ma quello non è più il mio posto. L'agenzia è troppo legata alla Shouye ed al Core, che continua a rigettarmi. Ci hanno messo un istante a sostituire Amelie. Li capisco, non avrei fatto diversamente al posto loro. Ma non riesco ad accettarlo, né a lavorare serenamente per persone che hanno voltato le spalle ad Amelie e si permettono di guardare a lei con disprezzo. Un nuovo accompagnatore a bordo con cui lavorare a stretto contatto è stata l'ultima spinta che mi ha allontanato.
Voglio comunque prendere parte al destino di Baylong, spero vogliano permettermelo comunque. Ho avvisato l'equipaggio, dopo aver scritto la mia rinuncia ufficiale a Lydia. Ricordo Quinn ferita, nella polvere di Oak Town. Non dimentico.
Mi mancherà la plancia della Banshee, oltretutto. Una signora nave. Di un carisma che ho riscontrato in pochissime altre navi.
Amelie è su Hall Point, Zoya se n'è andata.
Non sono il tipo da legarsi molto. Spero gli altri capiscano.

Non lascerò il cielo, però. Morireri, senza la possibilità di viaggiare.
E sto iniziando a maturare l'idea di mettere in volo una nave. Una nave che raccolga persone che desiderano solo viaggiare per il gusto o la necessità di farlo.
Una nave abitata da miei simili. Qualcosa che fino ad ora ho sempre rifuggito.
Solo una fantasia. Per ora.