E' stato piuttosto facile mentire e tacere allo specchio offerto da questo schermo.
Mi domando se registrare pensieri in formato digitale faccia parte di un'onestà che ognuno dovrebbe avere con se stesso. Nel mio caso probabilmente no.
Mentire e tacere, di fronte ai suoi occhi è solo impossibile. Sono sicuro che avesse già letto nel mio sguardo, nel mio comportamento.
Non mi sono mai lasciato toccare dentro. Mai.
Ho dimenticato persone con la facilità con cui si dimentica un ombrello.
Ho tradito fiducia e ideali con leggerezza disumana. Ne sono sempre stato consapevole.
Ma le parole che le ho detto, le ho formulate senza pensare. Non ho avuto né il tempo né il bisogno di farlo.
Era chiaro, per me, cosa avrei fatto. Lo sapevo in qualche modo che non riesco ancora a capire.
Devo forse giustificarmi con me stesso? Sono riuscito a tradire anche me, così? La realtà è che non mi interessa essere fedele a me stesso. Fino a qualche settimana fa era l'unica cosa che contava.
Inseguire una mia idea di libertà fatta di privazioni.
Era importante che fossi io a dirlo. Per quanto potessi sospettare, circa i suoi sentimenti, avrei dovuto scoprirmi per primo. In qualche modo l'ho fatto. In quella nave, al centro del 'Verse.
Forse solo allora ho iniziato a vivere ad un livello superiore, oltre e contrario all'inerzia che mi domina.
O forse, ho iniziato a farlo prima, quando ho cominciato a non desiderare altro spazio che quello nei suoi occhi.
Non lo so, non è importante. E'. E tanto mi basta.
"Ti amo, straniero."
E adesso, ho paura? Un po'. E' il timore che l'essere umano ha verso l'ignoto. Una conferma necessaria alla realtà di ciò che sento.
Perché la terza parola che mi viene in mente con la A, dopo Amelie ed Amore, è Accompagnatrice.
So poco delle regole della Shouye ma abbastanza per sapere che devo fare attenzione, per lei.
Perché il mio sentimento viene dopo di lei, lei è la mia priorità assoluta.
E io prometto di rispettarla, sempre.
Stanotte, ho una nuova identità.